“La Città più bella d'Italia? San Leo: una Rocca e due Chiese.”
Umberto Eco

Da tempo immemore, il borgo sovrastato dall’arcigna fortezza, aggrappata con le unghie e con i denti a un inaccessibile sperone calcareo rendono unica al mondo la Città di San Leo.
Frequentato da Dante Alighieri e San Francesco, divenuto celebre per le vicende storiche e militari e, ancor prima, per gli insediamenti religiosi, cattolici e pagani, deve il suo nome all’eremita dalmata Leone che con Marino, ritiratosi sul vicino Monte Titano, contribuì all’avvento del cristianesimo nel Montefeltro.
Insieme alla sua rocca fu conteso nel VI secolo da Goti e Bizantini; con Carlo Magno fu incluso nelle donazioni allo Stato Pontificio; dopo l’occupazione longobarda e le vicende di Re Berengario (assediato e sconfitto proprio qui da Ottone I) passò di mano in mano, conquistato e poi perduto dalle famiglie più potenti della storia italiana: i Montefeltro, i Malatesta, i Medici, i Della Rovere, i Borgia. Nel XVII secolo tornò nelle proprietà della Chiesa; nel 1860 fu definitivamente conquistato dalle truppe italiane.
Oggi, in pochi passi, si succedono gli edifici più importanti per la comunità: i palazzi nobiliari, la torre civica, la pieve di San Maria Assunta, il duomo di San Leone e soprattutto, a dominare il borgo, la Rocca che con le sue trame e le sue leggende è divenuta meta di turisti di ogni luogo attratti soprattutto dalla storia della prigionia di Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro.

Visitare San Leo non significa solo scoprire i meravigliosi edifici sull’antico masso ma anche addentrarsi nella campagna circostante dove sono ancora presenti le testimonianze dell’antico e glorioso passato, ben amalgamate con il presente.