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Didattica: Progetti

DALL’APPENNINO ALLA VALMARECCHIA

Percorso di scoperta dei geositi della Romagna

DALL’APPENNINO ALLA VALMARECCHIA
Il progetto “Dall’Appennino alla Valmarecchia – Percorso di scoperta dei geositi della Romagna” è presentato dai Comuni di San Leo, in provincia di Rimini, e di Riolo Terme, in provincia di Ravenna.
Entrambi i comuni sono caratterizzati dalla presenza di elementi geomorfologici di grande rilievo, che hanno influenzato la storia del territorio, la forma del paesaggio, la struttura dei centri antropici e delle attività dell’uomo. Nel territorio di San Leo, la rupe (geosito di rilevanza regionale) è l'esempio più spettacolare del paesaggio geologico della Valmarecchia: le pareti rocciose, circondate da pendii argillosi, calanchi e frane, cingono un'area sommitale ampia e a tratti pianeggiante, luogo ideale per l'edificazione dell'omonimo borgo fortificato medioevale e del castello. Nel territorio di Riolo Terme, la Vena del gesso tra i torrenti Senio e Sintria (geosito di rilevanza regionale) è segnata da una morfologia peculiare, con la maestosa parete rocciosa interrotta bruscamente in corrispondenza della grande cava di Monte Tondo, la più grande a cielo aperto nei gessi in Europa. Tutta l'area è importantissima dal punto di vista del carsismo ipogeo; tra le cavità più importanti c’è la Tana del Re Tiberio, una ex risorgente carsica di estremo interesse archeologico, poiché venne utilizzata a scopi funerari già a partire dall’età del rame e fino al Bronzo Antico (tra il III e gli inizi del II millennio a.C.).
Il Comune di San Leo, capofila del gruppo, già dal 2018 ha avviato un percorso di definizione di un progetto didattico/educativo permanente e completo sul territorio dedicato alle scuole di ogni ordine e grado, allo scopo di intensificare i flussi di turismo scolastico sul territorio, partendo per la prima annualità (2018) dalle tematiche storiche (la fortezza, i Malatesta, il Rinascimento, ecc.). Con il progetto “Dall’Appennino alla Valmarecchia – Percorso di scoperta dei geositi della Romagna”, il Comune di San Leo intende integrare l’offerta didattica rivolta alla scuola con percorsi dedicati alla scoperta della storia geologica del territorio e alla geomorfologia del paesaggio, estendendo l’area di azione e indagine alla Vena del gesso romagnola a Riolo Terme, geologicamente collegata al territorio della Valmarecchia grazie alla Formazione gessoso-solfifera, che in questi territori raggiunge affioramenti notevoli.
 
IL TEMA DEI GEOSITI E DELLA GEODIVERSITÀ
Da alcuni decenni in Italia e in Europa si sta affermando il concetto di salvaguardia del patrimonio geologico ossia dell’insieme di quei siti rappresentativi della storia del nostro Pianeta, caratterizzati da elementi di alta valenza scientifica, paesaggistica ed educativa. Questa tendenza è in linea con l’incremento di sensibilità e di interesse da parte anche dei non specialisti per le discipline delle Scienze della Terra, un tempo esclusivo appannaggio degli addetti ai lavori. Proprio sull’eco di questa nuova sensibilità si basa la volontà di diffondere il concetto della percezione della GEODIVERSITA’, meno noto rispetto a quello della BIODIVERSITA’, ma concettualmente simile. La Romagna è custode di uno straordinario patrimonio paesaggistico costituito da rupi, calanchi, grotte, formazioni gessose, importanti testimoni della storia della Terra che si sono formate in migliaia, talvolta milioni, di anni e che meritano di avere il ruolo che ad esse spetta all’interno del patrimonio ambientale. Sulla base di questi presupposti si inserisce l’importante concetto di geosito inteso come “qualsiasi area in cui è possibile definire un interesse geologico - geomorfologico per la conservazione” (Wimbledon, 1995). Questo progetto ha dunque lo scopo di approfondire queste tematiche diffondendo la conoscenza del patrimonio geologico della Romagna attraverso l’elaborazione di una proposta didattica specifica per la scuola secondaria di I grado, proponendo anche una fase pilota di sperimentazione con il coinvolgimento di alcune classi dei territori di San Leo (RN) e Riolo Terme (RA).
 
DESTINATARI DEL PROGETTO
Il progetto didattico che sarà elaborato e sperimentato da alcuni studenti nella fase “pilota”, sarà proposto quale percorso didattico/educativo permanente per le scuole provenienti da tutto il territorio regionale (e nazionale) interessate ad approfondire la storia geologica della Romagna.
Il progetto coinvolgerà nella fase di sperimentazione 2 classi del territorio comunale di San Leo (RN) e 2 classi di Riolo Terme (RA), per un totale di circa 100 studenti.
 
OBIETTIVI
Scopo principale del progetto è quello di promuovere la conoscenza delle peculiarità del territorio della Romagna attraverso un “viaggio”, virtuale e reale, tra alcuni dei suoi geositi, stimolando e promuovendo negli studenti la capacità di lettura del territorio e contribuendo a rinforzare la cultura della geologia nelle future generazioni.
 
AZIONI/FASI DEL PROGETTO
Come già accennato, il progetto si articolerà in una serie di azioni/fasi successive:
 
  1. una prima fase di elaborazione del percorso educativo e dei materiali didattici necessari alla sua realizzazione;
  2. una seconda fase di sperimentazione del progetto didattico con un totale di 4 classi provenienti da San Leo e da Riolo Terme;
  3. una terza fase di consolidamento dei concetti appresi e di trasmissione delle conoscenze acquisite attraverso la realizzazione di due pannelli informativi, da parte degli studenti partecipanti alle attività, dedicati ai due geositi visitati dai ragazzi nell’ambito del progetto (San Leo con la sua rupe e la Vena del gesso romagnola) da sistemare presso la Fortezza di San Leo e presso la Rocca di Riolo Terme.
 
 
 
  1. Elaborazione del percorso educativo
La prima azione del progetto consiste nella definizione di un percorso didattico che potrà essere proposto alle scuole secondarie di I grado per l’approfondimento delle tematiche legate ai geositi e ai paesaggi più caratteristici della Romagna.
La progettazione del percorso prevedrà:
  • la definizione dei contenuti da affrontare (in tema di geologia, geomorfologia, lettura del paesaggio, geositi della Regione Emilia-Romagna, ecc.)
  • l’individuazione degli approcci didattici più idonei al target (IBSE, lavoro di gruppo, laboratorio scientifico, drammatizzazione, escursione sul campo, ecc.);
  • una organizzazione delle attività “per moduli”, in modo da consentire alle classi che potranno essere interessate una personalizzazione delle singole esperienze;
  • l’elaborazione dei materiali e degli strumenti didattici idonei a supporto dell’esperienza.
Il percorso didattico/educativo, costituito da unità modulabili, costituirà un ideale punto di partenza per organizzare percorsi della durata di mezza giornata o di una giornata intera, offrendo alle scuole la possibilità di realizzare vere e proprie gite scolastiche sul territorio romagnolo.
 
  1. Sperimentazione
La seconda azione prevede la realizzazione di una esperienza pilota che consentirà a circa 100 studenti delle scuole secondarie di I grado dei Comuni coinvolti (2 classi di San Leo e 2 classi di Riolo Terme) di sperimentare sul campo, per primi, il progetto “Dall’Appennino alla Valmarecchia – Percorso di scoperta dei geositi della Romagna”.
L’esperienza sarà articolata in:
  • un incontro di 2 ore in classe condotto da un esperto, per approfondire i temi della geologia e geomorfologia del paesaggio applicata in particolare al peculiare contesto della Romagna;
  • una uscita della durata di una giornata a San Leo, per le classi provenienti da Riolo Terme, e alla Grotta di Re Tiberio nella Vena del gesso romagnola, per i ragazzi delle scuole di San Leo, e una uscita di mezza giornata in cui le classi partecipanti potranno esplorare il geosito presente nel proprio Comune di provenienza. Le uscite sul campo rappresentano senza dubbio il momento più importante nella fase sperimentale del progetto e hanno l’obiettivo di applicare, in forma di gioco educativo, le nozioni apprese durante le lezioni in classe, come il riconoscimento “dal vivo” delle principali formazioni rocciose affioranti, la lettura delle carte tematiche e l’interpretazione del paesaggio, l’approfondimento sulle attività economiche sviluppate in questi territori grazie alle peculiarità geologiche (es. estrazione dello zolfo e del gesso). Costituiranno inoltre l’occasione per documentare l’uscita con fotografie e video, che potranno essere raccolti e utilizzati per la promozione del progetto e del territorio della Romagna.
La fase sperimentale prevede inoltre l’attivazione di una segreteria organizzativa che, per tutta la durata del progetto, fornirà tutta una serie di attività/servizi finalizzati alla realizzazione dell’esperienza, in particolare in relazione al contatto con le scuole, alla raccolta delle adesioni/individuazione delle classi, alla predisposizione del calendario degli incontri in classe/uscite sul campo, all’organizzazione dei trasporti.
 
  1. Realizzazione pannelli informativi
L’ultima azione del progetto consiste nella realizzazione di due pannelli informativi, uno dedicato al sito di San Leo e uno al sito della Vena del gesso romagnola, da collocare presso la Fortezza di San Leo (il primo) e all’interno della Rocca di Riolo Terme (il secondo).
I contenuti dei pannelli saranno elaborati direttamente dai ragazzi partecipanti al progetto, al temine delle attività didattiche, e costituiranno un ideale momento di verifica di quanto appreso.
L’idea è realizzare i due pannelli ispirandosi, per i contenuti, ad un elemento che lega insieme la Fortezza di San Leo e la Rocca di Riolo Terme, ovvero l’esperienza di realtà aumentata che è possibile vivere in entrambi i siti.
A San Leo, infatti, dal 2018, è possibile vivere la cosiddetta “Vasari Experience”: una volta indossati gli oculus rift, gli occhiali per la realtà virtuale, ci si può infatti immergere nel medioevo dove un “Vasari virtuale” illustrerà la sua nota opera “La presa di San Leo”, avvenimento storico che il Vasari immortalò in un affresco a Palazzo Vecchio (Firenze) e che riproduce il momento in cui, nel 1517, i Medici assediavano la Rocca di San Leo, sulla sua alta rupe.
All’interno della Rocca di Riolo Terme, che ospita il Museo del Paesaggio dell’Appennino faentino, sempre dal 2018 sono stati inseriti nel percorso di visita due visori 3D con altrettanti video a 360°, uno di un drone in volo sopra la Vena del Gesso, e uno del percorso speleologico interno alla Grotta del Re Tiberio, che sono in grado di portare il visitatore in una esperienza di realtà virtuale davvero straordinaria.
I due pannelli posti all’interno delle due rocche inviteranno così i visitatori dei due siti ad approfondire le tematiche legate al paesaggio e agli elementi geologici che lo caratterizzano profondamente e a vivere l’esperienza immersiva virtuale.
 
IL TIMING
 Durata dell’attività: 9 mesi. Il progetto sarà realizzato indicativamente nel periodo aprile-dicembre 2019.


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    San Leo si trova nell'entroterra di Rimini nella parte meridionale dell'Emilia Romagna, racchiuso tra la Toscana, le Marche e la Repubblica di San Marino.
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