Il progetto Terzo Paradiso è stato portato al Forte di San Leo attraverso un grande laboratorio realizzato da bambini, ragazzi, insegnanti ed operatrici con materiale fornito da uno sponsor attivo nel campo del riciclaggio: grandi fogli di alluminio dalla superficie riflettente, caratteristica che ha reso chiara a tutti l’idea della continua trasformazione della realtà e delle relazioni tra individui, tra quotidianità e mondo dell’arte, con un importante messaggio di rispetto verso la natura.
La forma simbolica di Terzo Paradiso, elaborata da Michelangelo Pistoletto, è da lui stesso definita come la sintesi grafica "dell’accoppiamento fertile tra il Primo ed il Secondo Paradiso. Nel Primo, l’intelligenza della natura regolava totalmente la vita sulla terra. Il Secondo, frutto dell’artificio, è quello sviluppato dall’intelligenza umana, che ha raggiunto, nel corso degli ultimi secoli, una dimensione sempre più invadente. Il Terzo Paradiso che mira alla riconciliazione tra natura e artificio si può realizzare solo attraverso l’assunzione della responsabilità sociale collettiva. Per la stessa sopravvivenza dell’umanità è, quindi, necessario arrivare ad uno stadio in cui l’intelligenza dell’uomo possa convivere armoniosamente con l’intelligenza della natura".
Il nuovo mito del Terzo Paradiso è stato oggetto di un percorso didattico condiviso con il Dipartimento educazione del Castello di Rivoli Museo d’arte contemporanea, che lo ha già realizzato in altri parti d’Italia. Si ringraziano inoltre Cittadellarte Fondazione Pistoletto Biella e CIAL – Consorzio Imballaggi Alluminio.
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